papapgallo

 

Autori: Taccini E., Rossi G, Gili C.

Anno: 2006

Editore: Poletto

In medicina umana è possibile reperire una nutrita bibliografia sulle tecniche necroscopiche e sulla diagnostica cadaverica, in virtù della notevole importanza che riveste, anche ai fini legali, il ruolo dell’autopta. Quest’ultimo rappresenta una figura professionale con notevoli competenze, che riunisce in sé, oltre a una solida preparazione fisio- e anatomopatologica, ottime conoscenze clinico-mediche, farmacologiche e tossicologiche.
A fronte dell’alto valore scientifico e professionale rivestito dall’esame autoptico in campo umano, si deve constatare un ruolo talora secondario rivestito in campo veterinario. Ciò è forse da ricercare nel fatto che spesso, almeno in passato, la medicina veterinaria si è rivolta non tanto al singolo paziente ma al gruppo, tesa massimamente alla prevenzione/profilassi di eventi patologici a carattere epizootico, economicamente molto dannosi, che all’indagine volta a capire ‘perché’ piuttosto che ‘di che cosa’ il singolo sia morto.
Quest’opera nasce in risposta al nuovo atteggiamento della medicina veterinaria, volto sempre più alla considerazione del singolo animale come paziente, piuttosto che al gruppo. Da qui l’esigenza di un testo che prenda in esame la ‘clinica del cadavere’ nelle differenti specie animali, anche le meno conosciute, allevate a fine affettivo (cani, gatti, rettili, uccelli), o a scopo scientifico e protezionistico (animali di bioparchi, parchi naturali, riserve faunistiche e acquari). Da qui la collaborazione dei tre autori, provenienti da un back-groundanatomopatologico similare ma operanti in realtà diverse, con specifiche competenze per gli animali da reddito, d’affezione, nelle specie ‘non convenzionali’ e nei cetacei. L’impegno è stato rivolto a dare un’ampia descrizione delle lesioni e degli agenti che, per ogni specie, possono essere chiamati più frequentemente in causa, nonché strumenti metodologici per un corretto algoritmo diagnostico.